ovvero, le argomentazioni di una serata da principi.
A panam è tornato il sole, dopo le piogge e le nevicate trepocali, finalmente il clima è tornato vivibile. Tutta la cittadinanza è fuori a mostrarsi, in tutta la sua bella salute raccolta nei vestiti di seta e lino. I vicoli del quartiere europeo sono pieni di festa, di aggitazione e passione che si apiccica sudata come una gora sulle pareti e sui maciapiedi.
Suona, bevi, canta. Alejo, in serata di grazia, ci rapisce e ci guida ciechi nel peggior bar del quartiere, per una storia di una bevuta. Bar del principe, si chiama la bettola. Bave cinquantenni sporcano l'aria e il bancone.
Sparsi su d'un tavolino e qualche sedia, ci contorciamo nei discorsi sul regime di cambiamento del pensiero comune della complessità. Cazzate. Alejo ci salva con la storia della sua ultima mancata conquista. Una biblioteca, uno sguardo poco più denso del normale, probabilmente delle belle gambe bianche e Alejo riscopre il suo sangue romantico. Circola rapidamente in corpo con versi ansimanti e parole esaggeratamente moderate. La vita per un “Tristano e Isotta”........
Non è facile tradurre la passione altrui; ogni verso, come dice lo stesso Alejo, ha un suo luogo e un tempo e non puo' essere ripetuto più di una volta.
Eppure posso dire, ora, che ricordo, di ieri sera, l'aria calda che entrava dal finestrone aperto sulla strada, il sapore del mio rhum e le affiche degli spettacoli teatrali che non sono mai passati per di qui.
E' tornato il sole e la gente qui a panam ha voglia di raccontare quello che ha passato durante l'isolamento, mostrarsi per fare sapere di essere in buona saluta e in ogni caso, in qualsiasi caso, di essere ancora un buon partito.